LA DONNA E IL TERROIR

L’agricoltura come scelta di vita risale, nel mio caso ad una decina d’anni fa, quando ho iniziato a collaborare nell’azienda agricola di mio marito, o meglio….nessuno mai nella mia vita mi ha insegnato e mi insegna tanto quanto l’agricoltura. Può sembrare strano ma non so, fra me e i vigneti Martinelli, chi ha dato più la forma all’altro, e il mio legame con l’agricoltura diventa agni giorno più stretto, trasferendo al vivere quotidiano i ritmi della terra, più lenti e pacati di quelli del frenetico oggi. Cerco costantemente l’equilibrio fra la realtà aziendale, che crea reddito, e l’assecondare la produttività della natura evitando le forzature che soggiacciono al profitto, preferisco valorizzare al massimo le potenzialità del mio territorio piuttosto che sfruttarlo,rischiando di degradarlo. Crescere come agricoltore donna significa anche combattere le proprie paure, per esempio di perdere il raccolto a causa di un’avversità che madre natura ci presenta,cercando di forzare la natura senza assecondare le sue esigenze, invece che entrare in sintonia con essa ascoltandone i messaggi. Durante la trasformazione dell’uva in vino cerco di interferire il meno possibile con la materia prima,prediligendo le fermentazioni spontanee, i lunghi affinamenti e le lavorazioni manuali, affidandomi alle capacità delle uve di creare un ottimo vino senza troppi interventi esterni. Agricoltura, a parer mio, significa anche scrollarsi di dosso tutto ciò che è superfluo, tornare all’essenzialità, fermarsi ad assaporare le gioie più semplici della vita, come osservare l’uva che diventa vino o condividere una buona bottiglia con gli amici. Accogliendo i visitatori seguo lo stesso principio di semplicità, presentando i prodotti spiegando con chiarezza come li otteniamo e le loro caratteristiche, prendendomi la libertà di non venderli, ma piuttosto proponendoli e lasciando la libertà di sceglierli. Questo per me è il vero progresso.

– Eleonora Martinelli